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domenica 10 agosto 2014

I pastori Gabriele D'annunzio

                                                  I pastori

Settembre,andiamo!E' tempo di emigrare.
Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori
lascian gli stazzi e vanno verso il mare:
scendono  al l’Adriatico selvaggio
che verde è come i pascoli dei monti.

Han bevuto profondamente ai fonti alpestri
ché sapor d’acqua natia
rimanga nei cuori esuli a conforto,
che lungo illuda la lor sete in via.
Rinnovato hanno verga d’avellano.

E vanno pel tratturo antico al piano
quasi per un erbal fiume silente,
su le vestigia degli antichi padri.
Oh voce di colui che primamente
conobbe il tremolar della marina!

Ora lungh’esso il litoral
cammina la greggia.
Senza mutamento è l’aria
e il sole imbionda sì la viva lana
che quasi dalla sabbia non divaria.
Isciacquìo, calpestìo, dolci rumori.

Ah perché non son io coi miei pastori?

Gabriele D'annunzio
Nacque a Pescara nel 1863 e morì a Gardone(Lago di Garda)1938.Fu anche combattente nella I guerra mondiale come aviatore.Il suo stile è molto ricco di similitudini,ma a volte è anche un pò retorico.

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